L’addio a Mara Lorenzini
Dopo una lunga sofferenza, a 94 anni, è morta Mara Lorenzini. Una compagna, un’amica sincera di tutte noi unite nell’Archivio dell’Udi che raccoglie la memoria di chi non c’è più e di ancora vive. Un luogo di memoria ma anche e soprattutto d’impegno per tramandare i valori di libertà facendosi interprete della volontà di quelle donne e di quelle di oggi.
L’abbiamo salutata per l’ultima volta una settima fa a casa sua, elegante e serena. “Voleva essere vestita con l’abito indossato per il nostro matrimonio, ha detto Marco, suo figlio”, con accanto la moglie amata da Mara e da lei riamata. Mara viveva in una bella casa in mezzo a un bosco, amava gli animali e (un gatto birbo), amava la natura, le piante erano una delle sue tante passioni. Le studiava e scriveva. Un patrimonio anche per noi.
La sua mano sinistra era posata, leggermente, su un foglietto. Le parole esatte non le ricordo, ma parlavano di amore, di amicizia e di pace, sottolineando che amare è la cosa più importante.
Fino all’ultimo ci ha voluto ricordare il suo passato di donna lungimirante nel suo PCI e in tutto il suo percorso di donna di sinistra, di militante e dirigente dell’Unione Donne Italiane: a Novembre del 1970 ne diventerà presidente. Dovrà affrontare una fase difficile. Quello è il momento della speranza del cambiamento …ma è anche il periodo della crisi della sinistra, nuova e vecchia…il terrorismo nero e rosso fa scivolare l’Italia nel buio profondo dal quale uscirà per la forza che i valori della Resistenza, baluardo della democrazia, rendono garante la Costituzione Repubblicana…da allora sono passati più di cinquant’anni e in questa fase drammatica del mondo di cui l’Italia fa parte, Mara ci ricorda che amore, amicizia e pace, sono le parole chiave per combattere il potere insolente mangia-tutto, quel potere che la logica del denaro consuma l’anima delle persone e le rende schiave…consuma anche quel percorso di cambiamento avviato dalle donne e dai loro movimenti, appiattisce il senso dell’incontro con la realtà che scoperchiava la cultura maschilista a partire dalla presa di coscienza del proprio sesso. Mara ha vissuto quel periodo con passione, le grandi manifestazioni che organizzava per gli asili nido (quello era il periodo delle nascite e delle donne entrate a lavoro soprattutto in produzione) la ricordano magrissima, eppure forte come una roccia. Mara è stata tanto e tanto altro…e non lo dimenticheremo.
Mara ha portato in un altro mondo le sue energie, in questo mondo, il suo ricordo ci aiuta a rigenerarle.
Grazie Mara
Tommasina Materozzi
19 gennaio 2026
